Approfondimento · TARI 2026

Fabbisogni Standard TARI 2026: Linee Guida MEF, MTR-3 ARERA e costo standard per tonnellata

Aggiornamento completo del quadro normativo e delle componenti di costo per la predisposizione dei Piani Economico Finanziari del servizio rifiuti — quadriennio 2026-2029. Nove variabili, un benchmark obbligatorio.

Pubblicazione MEF 28 gennaio 2026
Periodo regolatorio 2026-2029 (MTR-3)
Comuni RSO 6.557
CTFS 14 ottobre 2025
MEF
Quadro normativo — Dal comma 653 al benchmark obbligatorio
Legge n. 147/2013 · Delibera ARERA 397/2025 · Linee Guida MEF 28 gennaio 2026

Il fondamento: art. 1, comma 653, legge 147/2013

Il comma 653 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 prevede che, a partire dal 2018, nella determinazione dei costi del servizio rifiuti il Comune debba avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard. Il costo del servizio rifiuti deve essere interamente finanziato dal relativo prelievo — la tassa sui rifiuti (TARI) — che può essere declinata anche in termini di tariffa corrispettiva ai sensi dell’art. 1, comma 668.

L’evoluzione regolatoria ARERA

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) ha definito i criteri di calcolo e riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento attraverso una sequenza di deliberazioni che hanno progressivamente affinato il metodo tariffario:

31 ottobre 2019 — Delibera 443/2019
Primo Metodo Tariffario Rifiuti (MTR). Definizione dei criteri di calcolo e riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento.
3 agosto 2021 — Delibera 363/2021
Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio 2022-2025 (MTR-2). Introduce i coefficienti Xa e la disciplina del PEF.
3 agosto 2023 — Delibera 389/2023
Aggiornamento MTR-2 per il biennio 2024-2025. Affinamento dei criteri di riconoscimento dei costi.
5 agosto 2025 — Delibera 397/2025
MTR-3: Metodo Tariffario per il terzo periodo regolatorio 2026-2029. Il fabbisogno standard diventa benchmark di riferimento per il costo unitario effettivo.
28 gennaio 2026 — Linee Guida MEF
Aggiornamento delle linee guida interpretative per l’anno 2026, predisposte con IFEL e Sogei S.p.A., per supportare i Comuni nella predisposizione dei PEF 2026-2029.
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Solo Regioni a Statuto Ordinario. Le risultanze dei fabbisogni standard sono a oggi disponibili solo per le Regioni a statuto ordinario. La norma del comma 653 non è applicabile ai Comuni delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Il paradigma obbligatorio

I fabbisogni standard del servizio rifiuti rappresentano un paradigma obbligatorio di confronto per permettere all’ente locale di valutare l’andamento della gestione del servizio. Il richiamo alle “risultanze dei fabbisogni standard” operato dal comma 653 deve essere letto in coordinamento con il complesso procedimento di determinazione dei costi e di successiva ripartizione del carico della TARI su ciascun contribuente.

ARERA
MTR-3 — Il fabbisogno standard come benchmark del costo unitario
Deliberazione ARERA n. 397/2025 · Allegato A · Periodo 2026-2029

Tre utilizzi del fabbisogno standard nel MTR-3

Il nuovo MTR-3 prevede l’uso del fabbisogno standard come benchmark di riferimento per il costo unitario effettivo del servizio di gestione dei rifiuti urbani. In particolare:

Utilizzo Riferimento Descrizione
Coefficiente Xa Art. 6, Allegato A Determinazione del coefficiente di recupero di produttività. Confronto tra costo effettivo e fabbisogno standard per intercettare inefficienze.
Coefficiente Ka Art. 5, Allegato A Determinazione del coefficiente di potenziamento del servizio. Valutazione della capacità di miglioramento.
Limite crescita entrate Art. 4, Allegato A Valutazioni relative al superamento del limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie per assicurare miglioramenti di qualità o integrazione attività gestite.

Da dato statistico a strumento operativo

Con il MTR-3, il fabbisogno standard non è più solo un dato statistico di confronto ma diventa un vero e proprio strumento operativo. Se dal confronto tra costo effettivo e fabbisogno standard emergono scostamenti significativi, il Comune può essere chiamato a intervenire — prevedendo recuperi di produttività o ricalibrando alcune componenti del costo. I fabbisogni standard diventano anche la metrica con cui motivare eventuali aumenti tariffari superiori ai limiti indicati dalle direttive ARERA.

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Annualità di riferimento. Per utilizzare il fabbisogno standard come benchmark, le variabili al punto 3 vanno calcolate con riferimento alle annualità 2024 e 2025 (due annualità precedenti a quelle di riferimento del PEF, ex art. 7 Allegato A). Per il calcolo del fabbisogno standard per il PEF del quadriennio 2026-2029, le variabili vanno calcolate in relazione alle caratteristiche del servizio attive per il quadriennio.
CTFS
Formula di calcolo del fabbisogno standard
Commissione Tecnica Fabbisogni Standard · DPCM 29/12/2016 · Aggiornamento CTFS 14/10/2025

La struttura del calcolo

Il fabbisogno standard finale di ogni Comune è il risultato del prodotto di due grandezze:

Fabbisogno standard finale
Costo Standard €/t × Tonnellate rifiuti urbani gestite
Il costo standard è specifico per ogni Comune in base alle 9 componenti

Il parametro base: l’intercetta

Il parametro di base è la stima del costo medio nazionale di riferimento per la gestione di una tonnellata di rifiuti, rappresentato dal valore dell’”intercetta” della retta di regressione del costo per tonnellata di rifiuti.

Intercetta — costo medio nazionale
130,45 €/tonnellata
Valore base al quale si sommano/sottraggono i differenziali delle 9 componenti

Per ottenere il costo standard di riferimento di ogni Comune, a questo valore base occorre aggiungere i differenziali di costo relativi alle nove componenti. Le componenti del costo standard sono stimate con riferimento al 2016, mentre i valori numerici inseriti nell’Allegato 3 delle Linee Guida si riferiscono al 2023, a eccezione della variabile “distanza dagli impianti” che rimane riferita al 2022.

IVA compresa. Il costo del fabbisogno standard è comprensivo di IVA. Non contiene costi CARC (costi amministrativi di accertamento, riscossione e contenzioso) e mancate riscossioni per crediti inesigibili.
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Le nove componenti del costo standard per tonnellata
Tabella 3.1, Allegato 1 alle Linee Guida · Colonne 1 e 3

Ogni componente ha un valore che incide in diminuzione o in aumento sul costo standard di 130,45 €/t. Le componenti colgono gli aspetti statisticamente rilevanti per la differenziazione del costo in base alle caratteristiche sia del servizio offerto sia del Comune.

Componente Descrizione Effetto sul costo
1. Raccolta differenziata (%) Specificazione non lineare — la curva descrive i livelli sperimentati nei Comuni RSO Non lineare (curva)
2. Distanza dagli impianti (km) Distanza in km fra il Comune e gli impianti di conferimento +0,18 €/t per km
3. Impianti regionali (n. e tipo) Numero e tipologia degli impianti presenti nella regione Variabile
4. Rifiuti trattati in regione (%) % di rifiuti urbani trattati e smaltiti negli impianti regionali −0,22 €/t per 1% in discarica regionale
5. Forma di gestione Gestione diretta, associata, affidamento in house, società mista, gara +5,82 €/t gestione associata vs diretta
6. Fattori di contesto Età media popolazione, % residenti con titolo universitario, densità, reddito medio IRPEF Multi-variabile
7. Economie/diseconomie di scala Dimensione del Comune e del bacino servito Variabile per dimensione
8. Modalità di raccolta Domiciliare (“porta a porta”), con centri di raccolta, su chiamata −31,95 €/t con centri di raccolta
9. Cluster di appartenenza Gruppo omogeneo di appartenenza del Comune per caratteristiche simili Differenziale per cluster

Focus sui differenziali più significativi

Alcuni coefficienti hanno un impatto particolarmente tangibile sulla tariffa finale dei cittadini. La distanza dagli impianti di conferimento aumenta il costo di 0,18 euro per ogni km aggiuntivo per tonnellata — un Comune distante 50 km paga quasi 9 euro in più per tonnellata rispetto a un Comune con impianti adiacenti. Al contrario, la presenza di centri di raccolta riduce il costo standard di 31,95 €/t, uno dei differenziali più significativi dell’intero modello. Lo smaltimento in discariche regionali riduce il costo di 0,22 €/t per ogni punto percentuale di rifiuti trattati localmente.

La forma di gestione è un’altra variabile rilevante: la gestione associata del servizio mostra mediamente costi più alti di 5,82 €/t rispetto alla gestione diretta. I fattori di contesto — età media della popolazione, reddito IRPEF, titolo di studio, densità — influenzano il calcolo in modo multi-variabile, riflettendo la complessità demografica ed economica del territorio.

IFEL
Coefficienti MTR-3 e utilizzo nel PEF
Art. 4, 5, 6 Allegato A · Delibera ARERA 397/2025 · Collaborazione IFEL-Sogei

Coefficiente di recupero di produttività (Xa)

Definito all’art. 6 dell’Allegato A alla delibera 397/2025, il coefficiente Xa misura la capacità del Comune di ridurre progressivamente il gap tra costo effettivo e fabbisogno standard. Se il costo effettivo supera il fabbisogno standard, il Comune è tenuto a dimostrare un percorso di efficientamento.

Coefficiente di potenziamento del servizio (Ka)

Definito all’art. 5 dell’Allegato A, il coefficiente Ka quantifica gli investimenti in miglioramento della qualità del servizio. Il fabbisogno standard serve come riferimento per determinare se gli aumenti di costo sono giustificati da un reale potenziamento o rappresentano inefficienze.

Limite alla crescita delle entrate tariffarie

L’art. 4 dell’Allegato A disciplina il superamento del limite alla crescita annuale delle entrate tariffarie. Il Comune che necessita di incrementare le tariffe oltre il limite regolatorio deve poterlo spiegare e “difendere” con dati comparativi solidi — il fabbisogno standard diventa la metrica di riferimento per motivare tale superamento.

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Confronto obbligatorio. La comparazione tra costi effettivi e fabbisogni standard non è un esercizio teorico: è uno snodo richiesto dalla metodologia ARERA nella costruzione dei PEF che sorreggono le delibere tariffarie.
DOC
Allegati alle Linee Guida e dati disponibili
4 Allegati · CTFS 14/10/2025 · 6.557 Comuni RSO · Dati 2023 (distanze 2022)

Oltre alle Linee Guida interpretative, il Dipartimento delle Finanze pubblica 4 Allegati con gli elementi necessari per il calcolo:

Allegato Contenuto
Allegato 1 Tabella 3.1 con le stime puntuali OLS dei coefficienti della funzione di costo — le colonne 1 e 3 riportano le componenti del costo standard e i relativi coefficienti.
Allegato 2 Modalità di calcolo delle risultanze dei fabbisogni standard — esempio operativo di simulazione del costo standard per un Comune tipo.
Allegato 3 Variabili considerate nella stima dei fabbisogni standard per ciascuno dei 6.557 Comuni delle Regioni a statuto ordinario. Dati aggiornati al 2023 (distanze al 2022). Approvati dalla CTFS il 14 ottobre 2025.
Allegato 4 Cluster e gruppi omogenei di appartenenza — classificazione dei Comuni per caratteristiche strutturali simili.
6.557 Comuni Dati 2023 Distanze 2022 CTFS 14/10/2025 Componenti stimate 2016
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Scadenze e possibilità di revisione tariffaria
Art. 1, comma 677, L. 199/2025 (Bilancio 2026) · Termine PEF e tariffe

Nuovo termine: 31 luglio (non più 30 aprile)

L’articolo 1, comma 677, della legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha spostato dal 30 aprile al 31 luglio di ogni anno il termine entro il quale i Comuni possono approvare i piani finanziari per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, le tariffe e i regolamenti TARI o della tariffa corrispettiva.

Nuovo termine approvazione PEF e tariffe
31 luglio di ogni anno
Art. 1, co. 677, L. 199/2025 — prima era 30 aprile

Possibilità di rettifica post-approvazione

Le Linee Guida chiariscono un aspetto cruciale: i Comuni che hanno già approvato le tariffe della TARI, in assenza della pubblicazione delle linee guida, possono intervenire successivamente — e comunque nel rispetto del termine di approvazione del bilancio di previsione — per tener conto delle risultanze dei fabbisogni standard. La rettifica del PEF può rendere necessaria anche una modifica delle tariffe TARI 2026, con impatti pratici su delibere e comunicazione ai contribuenti.

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La TARI 2026 non è “blindata”. Anche dopo la prima approvazione del PEF, i Comuni possono (e in alcuni casi devono) rivedere piani e tariffe alla luce dei nuovi fabbisogni standard, entro il termine del bilancio di previsione.
SIM
Applicativo di simulazione — fabbisognitari.it
OfficinaTributaria · Piattaforma di elaborazione Fabbisogni Standard TARI PEF ARERA

Il simulatore per il calcolo del fabbisogno standard

L’applicativo di simulazione disponibile su fabbisognitari.officinatributaria.it è costruito utilizzando un formato simile all’esempio dell’Allegato 2 delle Linee Guida interpretative per l’applicazione del comma 653. Il simulatore consente ai Comuni di calcolare il proprio fabbisogno standard inserendo le variabili specifiche del territorio.

Cosa consente di fare

Il simulatore guida l’operatore attraverso tre fasi operative: l’inserimento dei dati specifici del Comune (variabili dall’Allegato 3), la verifica delle variabili rispetto alle annualità di riferimento richieste dalla delibera ARERA, e il calcolo della risultanza del fabbisogno standard del servizio rifiuti, utilizzabile come benchmark per il PEF.

Elementi chiave

Aggiornamento 2026 Formato Allegato 2 Variabili Allegato 3 Benchmark PEF Solo Comuni RSO

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