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Officina Tributaria, tecnologie per uffici tributi comunali: pagina iniziale
Una via del centro con cartellone, insegne e dehors evidenziati durante il rilevamento degli oggetti soggetti al canone
Approfondimento · Censimento per il canone unico

Il canone unico si applica a ciò che si vede: sapere che cosa c’è lungo le strade, oggetto per oggetto

Insegne, cartelloni, dehors, ponteggi, tende, passi carrabili: il canone unico patrimoniale si determina sulla superficie in metri quadrati e secondo le scelte del regolamento comunale. Ma l’elenco degli oggetti esposti cambia ogni mese, e rifarlo a piedi costa tempo e personale. Ecco il quadro normativo, il problema operativo e un metodo che prepara il lavoro senza togliere la decisione all’ufficio.

Normativa L. 160/2019, art. 1, commi 816-847
Destinatari Uffici tributi · Uffici del canone unico
Stato In sperimentazione

Contesto: un’entrata che vive sulla strada

Oggetti che cambiano · Elenchi che invecchiano · Censimenti costosi

Dal 2021 un solo canone, molti oggetti diversi

Con la legge di bilancio 2020 il legislatore ha riunito in un unico prelievo entrate che i Comuni gestivano separatamente. Dal 2021 il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, che la legge chiama semplicemente «canone», sostituisce la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni, il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari e, sulle strade comunali e provinciali, il canone previsto dal codice della strada (L. 160/2019, art. 1, comma 816).

Un solo canone, ma applicato a oggetti molto diversi tra loro: l’insegna del negozio e il cartellone sulla provinciale, il dehors del bar e il ponteggio del cantiere, la tenda sporgente e l’accesso carrabile. Per ciascuno contano la tipologia, la superficie e il regolamento del Comune.

Il problema di chi lavora in ufficio

Il canone si applica a ciò che esiste davvero lungo le strade, e l’elenco di ciò che esiste invecchia in fretta. Un’insegna cambia con il cambio di gestione, un cartellone compare o sparisce, un dehors si allarga di qualche metro. Ogni differenza tra la banca dati e la strada è un’entrata che manca oppure una richiesta che non regge.

Il rimedio tradizionale è il censimento a piedi: personale che percorre le vie, fotografa, misura, trascrive. È un lavoro prezioso, ma lento e costoso, e quando finisce l’ultimo quartiere il primo è già cambiato. Così il censimento tende a essere rimandato, e l’ufficio si regge sulle dichiarazioni e sulle segnalazioni.

Il vincolo del gettito. La legge chiede che il canone sia disciplinato in modo da assicurare un gettito pari a quello delle entrate che sostituisce, con la possibilità di variarlo modificando le tariffe secondo criteri di ragionevolezza e gradualità (L. 160/2019, art. 1, comma 817). Tenere fedele l’elenco degli oggetti è il modo più equo di tenere fede a quel gettito: si fa pagare chi deve, nella misura giusta.

Quadro normativo: che cosa dice la legge

L. 160/2019, art. 1, commi da 816 a 847

Le disposizioni che contano per il censimento

CommaChe cosa stabilisce
816Istituzione del canone dal 2021 e sostituzione delle entrate precedenti
817Gettito pari a quello delle entrate sostituite, con tariffe modificabili secondo ragionevolezza e gradualità
819Il presupposto: l’occupazione, anche abusiva, di aree pubbliche e degli spazi sopra e sotto il suolo pubblico (lettera a) e la diffusione di messaggi pubblicitari, anche abusiva, visibili da luogo pubblico (lettera b)
821Il regolamento del consiglio comunale, che indica tra l’altro le tipologie di impianti autorizzabili e le ulteriori esenzioni o riduzioni
822Rimozione delle occupazioni e dei mezzi pubblicitari abusivi, previo processo verbale di constatazione del competente pubblico ufficiale
824-825Il canone si determina sulla superficie in metri quadrati: per le occupazioni anche in base a durata, tipologia, finalità e zona; per la pubblicità sulla superficie complessiva del mezzo
833Le esenzioni previste dalla legge, tra cui le targhe e le insegne di esercizio di superficie complessiva fino a 5 metri quadrati (lettera l)

Due conseguenze pratiche

La prima: la misura è la base del canone. Non basta sapere che un’insegna o un dehors esiste, bisogna conoscerne la superficie in metri quadrati, e per le insegne di esercizio la superficie complessiva di tutte quelle dello stesso esercizio, perché la soglia di esenzione di 5 metri quadrati si riferisce al totale.

La seconda: non esiste un censimento valido per tutti i Comuni. La legge lascia al regolamento comunale una parte importante delle scelte, e stabilisce essa stessa alcune esclusioni: per le occupazioni, per esempio, esclude dal presupposto balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile (comma 819, lettera a). Prima di cercare gli oggetti, quindi, bisogna sapere che cosa il Comune considera soggetto.

Il verbale resta del pubblico ufficiale. Quando da un oggetto non autorizzato nasce un’azione verso il cittadino, la legge richiede il processo verbale di constatazione redatto dal competente pubblico ufficiale (commi 821, lettera g, e 822). Un censimento dalle immagini dice dove guardare e che cosa verificare: non prende il posto del verbale.

Prima il regolamento, poi la strada

Soggetto · Esente · Non censito

Il censimento parte dalle regole del Comune

Il primo passo non è guardare le immagini: è mettere per iscritto le scelte del regolamento. Per ogni tipologia di oggetto il Comune stabilisce se è soggetta al canone, esente per regolamento o non censita, con la soglia di esenzione dove prevista e l’articolo del regolamento che lo dice.

Il lavoro è diviso così: prepariamo una bozza partendo dal regolamento che il Comune ci manda, e il Comune la rivede voce per voce e la conferma. Senza una versione confermata non si comincia, e le tipologie esenti o non censite non vengono nemmeno cercate. In questo modo il censimento produce soltanto ciò che interessa a quel Comune, e ogni oggetto trovato porta con sé la regola che lo riguarda.

48Tipologie nel catalogo del canone
36Tipologie rilevabili dalla strada
3Scelte per tipologia: soggetta, esente, non censita

Alcune fattispecie non si vedono dalla strada, o non stanno ferme: la pubblicità sui veicoli e i posteggi dei mercati, per esempio, restano fuori dal rilevamento e continuano a seguire le procedure dell’ufficio.

Il metodo: dalle immagini stradali alla misura in metri

Riconoscimento · Un oggetto, più immagini · Misura con il suo grado di affidabilità

Percorrere le strade senza uscire dall’ufficio

Il Comune sceglie le strade da censire. Il sistema le percorre attraverso le immagini a livello stradale e propone gli oggetti che vi riconosce, ciascuno con la sua tipologia. Il riconoscimento usa sistemi di intelligenza artificiale, e lo diciamo apertamente.

1
Riconoscere Nelle immagini vengono individuati gli oggetti delle tipologie che il regolamento considera soggette: insegne, cartelloni, preinsegne, dehors, ponteggi, tende, balconi e tettoie dove rilevano, passi carrabili.
2
Riunire Lo stesso oggetto compare in più immagini, da punti di vista diversi. Il sistema le riconduce a un solo oggetto, così che nell’elenco ogni insegna compaia una volta.
3
Misurare Dell’oggetto si ricavano larghezza, altezza e superficie in metri, con regole di misura scritte per le tipologie che le richiedono, come le sporgenze sul suolo pubblico e gli accessi carrabili.
4
Dichiarare quanto ci si può fidare Ogni misura esce come affidabile o da verificare, con il motivo scritto. È l’informazione più utile per chi deve organizzare i sopralluoghi: dove andare prima, e che cosa guardare.
Una misura onesta vale più di una misura precisa a parole. Una misura ricavata da immagini può essere buona o incerta, secondo la distanza, l’angolo, gli ostacoli. Per questo il metodo non nasconde l’incertezza: la scrive accanto al numero, e lascia al funzionario la scelta di accettarla, correggerla o verificarla sul posto.

La decisione resta al funzionario

Quattro decisioni · Misure correggibili · Storia di ogni oggetto

Una scheda per oggetto, una decisione per scheda

Ogni oggetto proposto ha la sua scheda, con l’immagine, la posizione sulla mappa, la tipologia e la misura. Da lì il funzionario sceglie una di quattro decisioni, e passa all’oggetto successivo lungo la strada; le scelte più frequenti hanno una scorciatoia da tastiera.

DecisioneQuando si usa
ConfermaL’oggetto c’è, la tipologia e la misura sono corrette, o sono state corrette dal funzionario
EscludiNon è un oggetto da canone, oppure il riconoscimento ha sbagliato
EsenteL’oggetto c’è ma ricade in un’esenzione di legge o di regolamento
SopralluogoDalle immagini non si può decidere: serve andare a vedere

Il funzionario può correggere il formato misurato, scegliendo un formato standard o scrivendo larghezza e altezza, e aggiungere una nota. Ogni revisione resta nella storia dell’oggetto, con il nome di chi l’ha fatta e la data. Gli elenchi si filtrano e si esportano in CSV, per esempio per preparare il giro dei sopralluoghi.

Che cosa il sistema, per scelta, non decide

Alcune valutazioni richiedono una conoscenza del caso che le immagini non danno, e restano all’ufficio:

Resta al funzionario

  • Se un accesso carrabile ha il presupposto del canone
  • Il cumulo delle insegne dello stesso esercizio, per la soglia di esenzione di 5 metri quadrati

Resta fuori dal rilevamento

  • La pubblicità sui veicoli
  • I posteggi dei mercati

Garanzie: l’intelligenza artificiale propone, l’ufficio decide

Trasparenza · Responsabilità · Tracciabilità

Uso dichiarato dell’intelligenza artificiale

Il riconoscimento degli oggetti nelle immagini usa sistemi di intelligenza artificiale. Lo dichiariamo, in coerenza con gli obblighi di trasparenza del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (Reg. UE 2024/1689, art. 50) e con la legge italiana, che chiede alle pubbliche amministrazioni di assicurare la conoscibilità del funzionamento dell’intelligenza artificiale e la tracciabilità del suo utilizzo (L. 132/2025, art. 14, comma 1).

Il funzionario resta l’unico responsabile

La stessa legge stabilisce che l’intelligenza artificiale opera in funzione strumentale e di supporto, nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale della persona, che resta l’unica responsabile dei provvedimenti e dei procedimenti (L. 132/2025, art. 14, comma 2). Il censimento è costruito su questo principio: il sistema prepara l’elenco, il funzionario decide su ogni oggetto, e la sua decisione è registrata con il suo nome e la data.

Nessun automatismo nascosto. Le sole misure che superano tutti i controlli di qualità entrano come approvate in automatico, e lo stato è visibile in elenco: il funzionario le vede e può rivederle come ogni altro oggetto. Tutte le altre passano dalla sua revisione.

A che punto siamo, detto con franchezza

Sperimentazione · Tratti di strada campione

Uno strumento che ordina il lavoro sul campo

Il servizio è in sperimentazione, su tratti di strada campione. Nelle prove fatte finora quasi nessuna misura ha superato da sola i controlli di qualità. Oggi, quindi, il censimento non sostituisce il lavoro sul campo: lo riduce e lo ordina.

Senza censimento

  • Si percorrono a piedi tutte le vie, anche quelle dove non c’è nulla da vedere
  • Foto, misure e appunti vanno trascritti a mano
  • Le decisioni rischiano di restare in fogli sparsi

Con il censimento

  • Si parte da un elenco di oggetti già posizionati sulla mappa, con tipologia e misura
  • Si va sul posto dove la misura è da verificare o la decisione lo richiede
  • Ogni decisione resta nella storia dell’oggetto, con nome e data

Per questo proponiamo di cominciare in piccolo: dal regolamento del canone del Comune e da qualche strada campione. Si vedono gli oggetti trovati, le misure e quanto lavoro di revisione richiedono, e solo dopo si decide se e come pianificare il censimento.

Fonti normative

Testi consultati su Normattiva ed EUR-Lex

FonteRiferimento
Canone unico patrimonialeL. 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi da 816 a 847, in particolare commi 816, 817, 819, 821, 822, 824, 825 e 833
Intelligenza artificiale nella pubblica amministrazioneL. 23 settembre 2025, n. 132, art. 14, commi 1 e 2
Regolamento europeo sull’intelligenza artificialeReg. UE 2024/1689, art. 50, obblighi di trasparenza

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